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Sale giochi Piemonte, norme severe e giro di vite dal prossimo 1 dicembre

Presto in Piemonte scatterà il giro di vite sul settore dei giochi in quanto sarà difficile per molti operatori non solo aprire nuove sale, ma anche mantenere quelle già esistenti.

La revisione è stata approvata dal Governo

La recente revisione di settore che è stata approvata in sede di Conferenza Stato-Regioni, infatti, apre la strada all’applicazione delle norme sulla regolamentazione a livello locale, e da questo punto di vista, a partire dal prossimo 1 dicembre del 2017, il Piemonte sarà una delle regioni più severe sulle concessioni e sul cosiddetto distanziometro.

Nel dettaglio, da dicembre per le sale gioco sul territorio piemontese scatterà una vera e propria mattanza in quanto per tutte le vecchie concessioni che non sono in regola con il distanziometro ci sarà la decadenza. In particolare, non potranno esistere sale giochi che distano meno di 500 metri da tutta una serie di luoghi sensibili, ma questa distanza addirittura crolla a 300 metri se il Comune è piccolo, ovverosia se non ha più di 5.000 abitanti.

Ecco la lista dei luoghi sensibili

La lista dei luoghi sensibili spazia dai centri giovanili alle scuole di ogni ordine e grado, e passando per gli ospedali e per gli istituti di culto, con la conseguenza che per gli operatori del settore andare ad aprire una sala slot che rispetti il distanziometro sarà alquanto difficile anche in ragione della reperibilità e della disponibilità di locali che siano adeguati al business. Riguardo ai prossimi bandi per le nuove concessioni, finalizzate all’apertura non solo di sale scommesse, ma anche del Bingo, in Piemonte e non solo le imprese del settore potrebbero, se non azzerare, ridurre al minimo gli investimenti su tutto il territorio nazionale. E questo perché, come sopra detto, con le regole stringenti sul distanziometro aprire nuovi punti gioco diventerebbe poco allettante proprio a causa della difficile collocazione sul territorio.

Le lamentele delle Associazioni di categoria

Non a caso molte Associazioni di categoria che rappresentano e che tutelano gli interessi delle piccole e medie imprese dei giochi, e dei fornitori di macchinette per l’intrattenimento, hanno subito alzato la voce contro l’intesa ottenuta dal Governo e dagli Enti Locali in sede di conferenza Stato-Regioni. Le ripercussioni negative sulle imprese dei giochi, inevitabilmente, andranno ad intaccare anche gli attuali livelli occupazionali. In altre parole, potrebbero presto esserci migliaia di licenziamenti. Basti pensare che solo in Piemonte, stando ai dati che sono stati forniti da Astro, l’Associazione dei gestori delle slot, nel settore lavorano circa 10 mila addetti.

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