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Riforma del gioco d’azzardo utile per evitare collasso SSN italiano

Non solo usura: il gioco d’azzardo patologico comporta numerose malattie collegate ad esso e il fenomeno della ludopatia sta facendo letteralmente collassare il Sistema Sanitario Nazionale.

Legge Riforma Gioco D’Azzardo per salvare SSN italiano: favorevoli Maurizio Avanzi e Giorgio Gori

Ancora polemiche riguardo alla legge di riforma del gioco d’azzardo, tanto che a Milano si sono riunite le associazioni e le fondazioni che lavorano nel sociale per contrastare il gravissimo fenomeno dell’usura. E’ un dato di fatto che i giocatori patologici, nonostante perdano grosse somme di denaro, vogliano sentire ancora il brivido lungo la schiena e rischiare sempre di più, arrivando a vendere la casa, a compiere atti criminali e persino a rivolgersi a degli strozzini pur di avere pochi spiccioli da puntare sul banco o inserire dentro una slot machine.

Riforma Gioco D’Azzardo in Italia, le parole di Maurizio Avanzi

Maurizio Avanzi, presidente di Alea, un’associazione per lo studio del gioco d’azzardo e dei comportamenti a rischio, ha recentemente dichiarato che i problemi dei giocatori d’azzardo patologici stanno diventando enormi per il SSN italiano. Questo perché il servizio di cura nazionale si è preso carico dei disturbi da ludopatia. Il fenomeno è aumentato anno dopo anno, con la liberalizzazione del gioco d’azzardo voluta da Tremonti. Quindi, la recente legge di riforma che mette una stretta al gioco legale si è resa necessaria per contenere la spesa pubblica sanitaria. Insomma, Alea è favorevole a una stretta sulla liberalizzazione del gioco legale per non far collassare il Sistema Sanitario Nazionale in Italia.

Perché il SSN italiano è in pericolo con il gioco d’azzardo

La dipendenza da gioco d’azzardo è catalogata come pericolosissima: distrugge l’individuo e l’intero suo ambiente. Famiglia, lavoro e iterazioni sociali non esistono più, si vuole solamente trovare il modo di avere più contanti o spiccioli per poter soddisfare il bisogno patologico di giocare. Il problema, secondo il presidente di Alea, deve essere gestito dallo Stato perché è in ballo la salute pubblica. La cura della dipendenza da gioco d’azzardo, anche se legalizzato, non basta per arginare il fenomeno. Quello che ci vuole è la prevenzione. Negli ultimi anni, i luoghi in cui giocare si sono diffusi anche in ambienti sensibili. Sale da gioco e bar con slot machine esistono anche vicino a scuole e luoghi frequentati dai giovanissimi, i soggetti più a rischio. Se si continua a non vedere, presto i malati di gioco saranno di un volume tale da far collassare nettamente il Sistema Sanitario Italiano, facendo restare a bocca asciutta chi ha bisogno della sanità pubblica. E i giocatori d’azzardo patologici hanno bisogno dello Stato, in quanto non possono certo permettersi cure private e, per giunta, a pagamento.

I dati del sindaco di Bergamo Giorgio Gori

Dati agghiaccianti quelli forniti dal sindaco di Bergamo, Giorgio Gori: la crescita del fenomeno ha fato sì che il primo cittadino bergamasco stia vivendo una vera emergenza, visto che il volume della spesa pro capite nel Comune era di 2537 Euro a testa, causata da una maggiore offerta che ha causato, a sua volta, l’aumento delle persone che giocano. Per questo si è resa necessaria una riforma del gioco d’azzardo con divieti e limitazioni, affinché diminuissero il numero delle giocate e ci fosse una limitazione generale al fenomeno. La ludopatia, insomma, risucchia letteralmente la vita del soggetto in un vero e proprio buco nero e ci vuole prevenzione, limitando il gioco e assistendo chi ormai è dentro fino al collo. Liberalizzare il gioco e permettere a sale di videolottery e slot machine di spuntare come funghi non solo nelle grandi città, bensì anche in paesi con un determinato numero di abitanti e nelle località turistiche è stato quindi un errore madornale. Lo Stato ci avrà guadagnato all’inizio, ma ne è valsa la pena creare dei malati di dipendenza da gioco da prendere in cura per tutta la loro vita?

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