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Piano Caritas contro la ludopatia

Il gioco d’azzardo patologico non deve essere una fonte di profitto, bensì una malattia: preti e parrocchie diffondono un sussidio di formazione per contrastare il fenomeno

Piano Caritas contro il gioco legale patologico, cos’è e come funziona

Il gioco d’azzardo diventa anche un affare da parroci. Chissà quanti peccati di fedeli pentiti e affetti da ludopatia hanno dovuto sentire senza poter esprimere nessuna emozione e sgomento per le sorti delle loro famiglie. Sì, perché il gioco d’azzardo patologico è e deve essere considerato una malattia, non certo una fonte di profitto. Per questo la Caritas sta diffondendo una nuova campagna attraverso chiese e parrocchie, al fine di aiutare chi si è ritrovato schiavo del gioco. Verrebbe da dire che il gioco legale è l’ennesimo strumento che Satana utilizza per allontanare il fedele da Dio, ma tralasciando dogmi e leggi ecclesiastiche, la ludopatia sta diventando un serio problema da contrastare al più presto. Lo Stato, e quindi il Governo, sta cercando di attuare una stretta con la legge di riforma del gioco d’azzardo, ma sono inevitabili le polemiche dei commercianti e dei gestori di determinate attività. Il motivo è semplice, troppe restrizioni in un settore che, con la liberalizzazione, ha visto il fenomeno degli schiavi del gioco in forte aumento, in quanto è fin troppo facile trovare slot machine, o collegarsi al poker online, o addirittura trovare una sala da gioco piena di videolottery.

Piano Caritas contro ludopatia, la nuova campagna per i malati di gioco

La nuova campagna contro la ludopatia parte da dati, tabelle e consigli su come evitare e come combattere il fenomeno del gioco d’azzardo patologico, il tutto in un fascicolo composto da 64 pagine. Parroci e animatori sono invitati a partecipare seguendo la strategia fornita per combattere il fenomeno, considerato come uno dei prodotti della cultura consumistica e della mercificazione della vita. Nello scritto viene spiegato nel dettaglio come affrontare le difficoltà derivanti dall’azzardo attraverso l’ascolto, la vicinanza e la cura delle relazioni autentiche. Si propone un cammino di revisione della propria vita e di introspezione, sia singolarmente, sia in gruppo o in determinate comunità. Dalla Chiesa non ci si può aspettare che un esame di coscienza per la riconciliazione, ma in questo caso è utile per prendere di nuovo in mano la propria vita senza l’impulso di giocare continuamente, e perdere denaro.

Non solo Piano Caritas: lo Stato deve intervenire

Come Caritas sottolinea nel comunicato stampa diffuso, la campagna di sensibilizzazione si deve muovere di pari passo agli interventi specialistici terapeutici e medici necessari. La stessa organizzazione ammette che il solo sostegno e  aiuto spirituale non può fare nulla, ci vogliono specialisti in ludopatia che accompagnino la persona affetta dal disturbo per curarsi in maniera concreta. Monsignor Enrico Feroci, direttore della Caritas di Roma si dice molto insoddisfatto dell’accorso approvato durante la Conferenza Stato-Regioni in materia di gioco d’azzardo. Il motivo è semplice, ovvero l’inconciliabilità di due fazioni. Quella delle grandi società concessionarie, alle quali sta bene avere dei giocatori patologici per trarne mero profitto, e lo Stato, il quale ci guadagna una quota consistente sulla tassazione del gioco d’azzardo legale. Una vena polemica anche verso le amministrazioni locali, colpevoli a detta del prelato dell’offerta libera del gioco d’azzardo e dei costi gravanti sul Sistema Sanitario Nazionale italiano, quindi pagato da tutti coloro che sono residenti in Italia e che spesso e volentieri lasciano soli i familiari di chi è colpito da questa dipendenza.

Ludopatia come malattia, non fonte di profitto

Monsignor Feroci si augura che il Ministero della Salute intervenga e che definisca la ludopatia come una malattia, non come un problema del Ministero delle Finanze. Nonostante la legge di riforma del gioco d’azzardo, la quale dovrebbe far correre ai ripari dai danni della passata liberalizzazione del gioco legale, ci sono ancora dei punti oscuri. Il Piano della Caritas, ad esempio, serve per colmare la grave lacuna del mancato sostegno sia ai giocatori patologici, sia ai loro familiari, costretti ad affrontare problemi di carattere economico e sanitario, oltre alle numerose e potenziali ricadute e crisi d’astinenza da videolottery e slot machine.

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